Tram storico di Praga, il Nostalgická Linka C. 91

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Un tram di Praga © Alvaro Viloria

Un tram di Praga © Alvaro Viloria

Legato al cielo da vene elettriche, scivola a terra su arterie d’acciaio. In piedi, nel ventre ligneo del tram storico di Praga guardo la capitale della Repubblica Ceca e la sua storia sfilare via dal finestrino.

Sono salito a bordo a Vozovna Strešovice, da dove il mezzo parte per arrivare nel centro della città. Sulla pensilina, il guidatore e il cabin stuart, vestiti della loro divisa di lana grigia, cravatta rossa e cappello con visiera, hanno accolto me e gli altri passeggeri con un sorriso.

Dopo alcune foto scattate alla sua livrea rossa, il tram storico di Praga è partito con uno scampanellio. La corsa sul Nostalgická Linka C. 91, nome ceco del convoglio, si effettua solo nei week end e nei giorni festivi.

L’antica carrozza attraversa la città dalla fine di marzo sino alla metà di novembre. Parte a mezzogiorno e termina alle 18. Il percorso dura un’ora. Il biglietto si compra sul mezzo, e costa circa 35 Corone ceche per gli adulti e venti per i bambini sino a 15 anni.

Il tram fu il primo mezzo di trasporto pubblico della capitale ceca: introdotto intorno al 1875, era trainato da cavalli. Ma la forza dei loro garretti fu poi sostituita a inizio Novecento da quella elettrica.

Era quello un periodo di profondi cambiamenti: un vento nuovo attraversava l’Europa e i suoi centri più importanti. E anche la città del ponte Carlo fu colta da quell’effervescenza tipica della Belle Époque.

La rivivo nel tram storico di Praga: una musica nostalgica, suonata da un uomo con la fisarmonica vermiglio, accompagna i viaggiatori. Sono disposti in fila sui sedili in legno della carrozza che conserva gelosa il suo arredamento originale.

Mentre il guidatore spinge il Nostalgická Linka C. 91 verso il centro, il cabin stewart riempie calici preziosi. Attento a non incespicare nelle loro gambe, offre champagne ai passeggeri: sorridono e brindano a un viaggio indietro nel tempo.

Un tempo che dentro il tram storico di Praga sembra essersi fermato, mentre fuori scorre moderno nel ritmo incalzante di una città dinamica. Basta attraversare il finestrino con lo sguardo per vedere auto di grande cilindrata sfilare accanto al convoglio.

Dal vetro abbassato, oltre le capotte delle macchine, gli occhi si riempiono delle bellezze naturali e architettoniche della città che riflettono splendore: il verde dei grandi viali alberati, Piazza Venceslao, l’edificio della più antica birreria della città, U Fleku, il superbo Teatro Nazionale, il cielo basso sul fiume Moldava in cui si specchia la maestà del Castello.

Un nuovo scampanellio e il tram storico di Praga, dopo aver superato Malà Strana, prosegue verso il Monumento alle vittime del regime sovietico, passa davanti alla chiesa di Santa Maria Vittoriosa, dove c’è la statua dalle virtù benefiche del Bambin Gesù, e arriva a piazza Malostranske.

La fisarmonica è muta, il vino nei calici finito, la corsa dentro un altro tempo anche. Il cabin stewart raccoglie i bicchieri vuoti e congeda me e i passeggeri del Nostalgická Linka C. 91 con un sorriso.

Dal tram storico di Praga esco nell’ombra del tardo pomeriggio, resa ancora più scura dall’imponenza barocca della chiesa di San Nicola alle mie spalle. Sono nel centro della città, a pochi passi e a pochi battiti dal suo cuore senza tempo.

Per approfondire:
Wikipedia

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