Castello di Zirovnice, meraviglia di stili

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Il castello di Žirovnice © Fede Ranghino

Il castello di Žirovnice © Fede Ranghino

Dalla sponda di fronte al castello di Zirovnice, vedo il suo profilo allungarsi e svanire nell’ombra delle piante intorno al fiume Zirovnicka che attraversa questa città della Repubblica Ceca.

Realizzato in stile primo gotico, trasformato secondo i dettami rinascimentali per poi culminare nel barocco, l’edificio è una attrazione della regione della Vysocina. Ricostruito dopo l’incendio del 1992 conserva affreschi unici trattenuti tra le sue imponenti mura.

Prima di aprire gli occhi di stupore sui capolavori dipinti nel castello di Zirovnice, la meraviglia si rivela in una strana collezione al pian terreno: 130 macchine da cucire perfettamente conservate riempiono un’intera sala.

Uscito nel cortile, usato per diversi eventi culturali, scorgo i primi affreschi scivolare sulla balconata delle pareti esterne. Salgo scale di marmo ed entro nell’ala del maniero dove si allunga un corridoio. Supero la stanza della musica, quella da pranzo e del soggiorno. Poi, un’altra sorpresa.

Una collezione di bottoni in madreperla per cui la cittadina dove sorge il castello di Zirovnice divenne famosa grazie alla realizzazione di questi oggetti. A introdurre la produzione su vasta scala, fu Josef Žampach nel 1854. Dieci anni dopo che il centro venne elevato al rango di città.

Proseguo la mia visita sino alla torre del castello di Zirovnice. Passo attraverso la prigione circolare al pianterreno sulle cui mura sono ancora visibili i messaggi scritti dai condannati. E salgo sino in cima.

Aprendo la vecchia finestra di legno cigolante, scorgo il fiume dabbasso e l’orizzonte verde degli alti alberi sulle sue sponde. Riconosco il punto in cui mi trovavo prima: piccole case pastello vivono intorno al corso d’acqua e ospitano i 2700 abitanti del centro.

Ridiscendo e finalmente arrivo davanti ai primi affreschi della Stanza del Cavaliere. Anche se danneggiati, questi dipinti del castello di Zirovnice lasciano intravedere l’arrivo di Cristo a Gerusalemme, Gesù sulla montagna dell’Olivetano, inchiodato alla croce, e nella tomba.

Proseguo sino alla Stanza Verde. L’autore sconosciuto volle fermare il tempo e dipingere il castello del XV secolo. Alle pareti si distinguono scene bibliche, d’antica mitologia e di caccia.

Gli occhi scivolano sugli affreschi e si perdono nella loro bellezza. Poi proseguo per la Cappella del castello di Zirovnice. Anche qui trattengo il fiato per il grande stupore.

Motivi Cristiani ricoprono la volta gotica. La Vergine Maria risalta nel dipinto votivo insieme ai santi e ai membri della famiglia di Vaclav Venclik che possedette il maniero. Il suo emblema, un unicorno d’oro in campo blu risalta sulle murature.

Ancora oggi, questo animale magico è il simbolo della regione e viene celebrato ogni anno proprio durante il Carnevale dell’Unicorno.

Esco dal castello di Zirovnice ed entro nel granaio vicino, realizzato da Frantisek Leopold dopo aver preso il controllo della città nel XVIII secolo. Al primo piano dell’edificio sono conservati attrezzi e macchinari agricoli utilizzati negli anni dalla popolazione locale.

Salite le scale, arrivo davanti a un presepe disteso lungo una sala enorme: statuine in ceramica popolano la sala ai cui lati scorgo manichini vestiti con abiti dell’epoca, una ricostruzione fedele delle loro vecchie case e abiti da teatro.

Era una delle poche concessioni durante il regime sovietico. Un modo per esprimere il dissenso e vivere un attimo di Libertà. Che solo la Rivoluzione di Velluto del 1989 sancì in tutta la Repubblica Ceca.

Per approfondire:
Wikipedia

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