Castello di Buchlovice, fiaba morava

di
Castello di Buchlovice © Andrea Lessona

Castello di Buchlovice © Andrea Lessona

Il profilo barocco del castello di Buchlovice si specchia nella fontana del parco. Guardo le sue linee tremule screziare l’acqua nel catino di pietra davanti all’ingresso, dove sbarre nere dalla punta dorata proteggono l’edificio.

Un semicerchio di mura eleganti si uniscono ocra alle due ali laterali per far volare la fantasia, e disegnare la storia di uno dei manieri più romantici della Moravia meridionale.

Costruito tra il 1707 e il 1738 dall’architetto Domenico Martinelli, per volere di Jan Dětrích di Petřvald, Buchlovice è uno dei migliori esempi di villa barocca italiana edificata in Repubblica Ceca e anche in tutta l’Europa centrale.

Il complesso del castello si compone di due strutture, divise da un cortile in terra battuta in cui pavoni variopinti girano liberi e fanno la ruota vicino alla fontana e ai visitatori. Alle mie spalle c’è l’Horní zámek, usato come stabile di servizio, mentre davanti ho il Dolní zámek, la vera e propria dimora.

All’entrata, devo togliere le scarpe e indossare ciabatte enormi per poter camminare sul parquet del maniero senza inciderlo. Quadri alle pareti indicano le stanze da cerimonia in cui ammirare le collezioni delle dinastie Petřvald e Berchtold, ricche decorazioni di stucchi e di elementi lavorati con lo scalpello, e soffitti dipinti. Ma senza fotografare, pena lo sguardo ghiaccio della guida che controlla ogni movimento mentre racconta la storia del luogo.

La realizzazione di Buchlovice è legata al vicino castello di Buchlov. Poco vivibile e confortevole per le sue abitudini e per i suoi desideri, Jan Dětrích di Petřvald ordinò una nuova struttura. Così nel giro di circa trent’anni nacque questa dimora in cui fatico a muovermi per le calzature ingombranti.

Dopo la scomparsa di tutti i Petřvald, il castello fu acquistato nel 1763 dai Berchtold. Uno di loro, Leopold, nel 1805 pensò bene di stabilire un ospedale militare in un’ala della villa e di mettere dei drappeggi nelle stalle.

Durante gli anni, il maniero venne rielaborato sino alla foggia attuale. Fu l’architetto Dominik Feye a dargli la sua forma definitiva negli Anni Venti del ‘900. Terminata la spiegazione e liberatomi dagli occhi penetranti della guida e dalle ciabatte giganti, esco nel cortile.

Fini siepi tagliate di fresco fanno da corrimano a un corridoio in terra battuta che mi porta nell’immensità dei giardini. Anch’essi realizzati in stile barocco nei primi anni del 1800, sono poi stati inglobati in un parco inglese che ne esalta le fattezze. Cammino lungo questi grandi viali nell’ombra alternata di alberi maestosi: foglie larghe nascondono il sole e parte del castello.

Da qui intuisco la facciata posteriore di Buchlovice e la sua scalinata principesca. Ma invece di risalirla continuo a perdere i pensieri e gli sguardi tra questi 18 ettari di piante rare curate con maestria, e alternate da fontane imponenti. Arrivo in fondo a un sentiero dove una stele si staglia contro i pini. A circa metà della sua lunghezza un pavone di pietra guarda fisso alla sua destra.

Penso sia il simbolo della villa o della casata che la possiede. Ma la scritta in ceco sul monumento mi impedisce di scoprirlo. Ritorno sui miei passi davanti alla fontana in cui si specchia il profilo barocco del castello di Buchlovice. Un pavone in carne e ossa e dal manto dipinto fa la ruota e paupula il benvenuto ai nuovi visitatori.

I commenti all'articolo "Castello di Buchlovice, fiaba morava"

Scrivi il tuo commento tramite

Loading Facebook Comments ...
Loading Disqus Comments ...